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“ZEITNOT – Allegro ma Non Troppo” debutta a Inferrenze Short Film Fest

È passato quasi un mese. Il 25 Agosto Aries Film partiva per la prima trasferta del 2021. Precisamente, a Pomigliano D’Arco (NA).

“E che ci vai a fare a Pomigliano d’arco?” Mi hanno detto moltissime persone. “Li c’è solo lo stabilimento della Fiat”

Sbagliato. A Pomigliano, in un ricchissimo cartellone di eventi culturali, musica e spettacoli, si inserisce Infereze Short Film Fest: un giovane festival che, sotto la direzione artistica di Massimo Piccolo, è arrivato alla sua terza edizione. Giovane e ambizioso.

Un po’ come noi di Aries, che infatti arriva in finale con il cortometraggio ZEITNOT – Allegro Ma Non Troppo.

Basti dire che il festival ha come slogan “il pensiero complesso, l’abbandono di ogni interpretazione ingenua e quindi consolatoria della realtà, come atto rivoluzionario”.


Si propone infatti con l’obiettivo di offrire al pubblico una selezione di cortometraggi innovativi, non banali, e portatori di una nuova visione sulla realtà. Una visione a volte grottesca e alienante, a volte umanamente intima. Notevole anche la selezione di corto fuori concorso (di cui vi lasciamo il programma, in caso vi venisse voglia di vederne qualcuno)


Così arriva la serata di apertura. Al parco Giovanni Paolo II è tutto pronto, lo schermo all’aperto e le poltroncine sono posizionate e, dopo il rito del green pass, si parte. Si perché c’è un piccolo particolare che non vi abbiamo ancora detto: alla soddisfazione per la qualificazione si aggiunge l’euforia per il debutto pubblico di Zeitnot. Il nostro pargolo cinematografico diventa grande e va al cinema!


Eh si, nonostante non sia la prima volta che questo cortometraggio viene selezionato (ricordiamo ai più distratti che nel 2020 è arrivato in finale all’Oniros Film Award e al New York International Film Awards) a causa del COVID molti festival si sono svolti in modalità on line. E questo per noi significa “niente pubblico dal vivo”. Che poi non è solo la privazione del piacere edonistico di vedersi sul grande schermo (che comunque c’è sempre). È il piacere di “sentire il pubblico”, le sue reazioni. Un po’ come nella scena del cinema di C’era una volta a… Hollywood, in cui Sharon Tate/Margot Robbie nel buio della sala cinematografica si gode le risate del pubblico.

E non solo. Poter parlare con gli altri registi, sceneggiatori, attori dopo il festival (magari davanti a una pizza come in questo caso) e scambiarsi consigli e pareri, e ispirarsi è il vero senso di questi eventi. Ed è ciò che ci è davvero mancato in questi mesi.

Alice




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